Le fotografie proibite della 1ª guerra mondiale:

i palloncini sonda contro gli aeroplani

Tra i mezzi di difesa antiaerea adottati per la protezione delle città dell'Alta Italia e della costa da attacchi di aeroplani nemici dettero buona prova i palloni sferici frenati, di cui fu sempre vietato fare le fotografie. Questi che riproduciamo, erano usati per la piazzaforte di Brindisi; avevano il diametro di 6 metri, venivano innalzati ogni sera, dopo il tramonto, fino a 3000 metri, circuendo così la piazzaforte di una invisibile rete costituita dai cavi d'acciaio che sostenevano i piccoli aerostati. Durante le incursioni, le numerose batterie antiaeree avevano l'incarico di formare una cortina di fuoco al di sopra dei palloni, per costringere i velivoli nemici ad abbassarsi e andare a cozzare contro gli invisibili cavi. In tal modo non pochi apparecchi nemici sono precipitati sulla città e in mare, senza che la mitraglia ne abbia provocata direttamente la caduta. Nella fotografia: un gruppo di palloni, davanti agli hangars dei dirigibili della R. Marina.

 

 

Il Secolo Illustrato 1 settembre 1920

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