Pagina 7

.

Prima parte: 1915

 

6 Agosto = Siamo sempre in mezzo ai colerosi e sotto il fuoco nemico: ieri sera d’ispezione  mi ero addormentato su una tavola: mi destò il rombo di una granata; non ero ancora fuggito che essa è caduta a 2 metri da me, contro il tetto bassissimo … se scoppiava non facevo in tempo a destarmi …!

Mai come ora ho meditato “in qua hora non putatis”.

11 Agosto = Finalmente ce ne andiamo da Sagrado, da questo luogo di morte e di rovina e di desolazione!… Ecco l’Isonzo: provo un piacere strano al vedere questo fiume così bello e poetico! …

Ecco là San Michele e suo fratello il Cappuccio, tutto abbruciacchiato, e più in qua Castelnuovo distrutto. Perché non ho lasciato le mie ossa lassù? … Vorrei essere un poeta per esprimermi ora … Quanta calma e quanta insidia stamane sotto il verde e fra quelle zolle riarse. Ecco il ponte e i gabbiani che starnazzano! … Che è San Michele; vigila col suo muso di tigre in agguato… Vrrr! … Uno shrapnels … poi un altro, poi altri ancora! … Come turbinava il fumo giallo rosso sul mio capo; come ruggiva tutto all’intorno. Presi in pieno sul ponte, inseguiti sulla strada, la compagnia si squaglia, fra gli acaci, i vigneti, il granturco in una fuga terribile, impotente!

Un’ambulanza passa al galoppo, due feriti sopra urlano, uno di essi è gravissimo! Poveri nostri compagni… si corre … si corre, così con lo zaino in mezzo a mille ostacoli non se ne può più: molti cadono sfiniti! … Finalmente siano a Villezze, il bel paesino dal campanile con la cupola alla bizantina! Con quanto piacere ci inondiamo di acqua fresca! …

Dobbiamo andare a Villa Vicentina … Quasi 15 Km. sotto un sole proprio d’agosto genuino! … e poi con il po’ po’ che ho passato stamani a digiuno, continuerò a sudare fino a gennaio! … ripassiamo per Ruda: la chiesa è aperta, si vede l’altar maggiore: perché Gesù non mi è dato entrare con Voi per sempre? … A Villa Vicentina ci chiudono in un magnifico parco, come in quarantena. Non si può uscire: per 15 giorni fra gli alberi e il cielo come eremiti … da lungi il cannone tuona! …

15 Agosto = Festa dell’Assunta: Messa al campo: Gesù Voi siete buono, Voi qui fra questi alberi in questa pace, ci fate dimenticare, per un poco, con la Vostra presenza, le ansie e la morte …

Oggi i miei a casa fanno festa: è il titolare della parrocchia!

25 Agosto = Quasi 20 giorni chiusi fra questi alberi senza vedere il mondo!

La prima sera ci prese un temporale terribile … lampi, fulmini, tuoni … e la tenda faceva acqua da ogni lato.

Oggi andiamo a Romans … Ecco il mondo, ecco il mondo, ecco là il San Michele …

E’ distante … ma di lassù il nemico ci può vedere ancora, anzi ci vede … quei bioccoli di fumo, che sbocciano come fiori sono shrapnels … Piantiamo la tenda: la nostra casa, la nostra biblica casa! …

Romans e un paesino simpatico, mi piace assai con la sua chiesa bella e i suoi abitanti buoni e gentili con noi … a differenza di quanti altri abbiamo incontrato.

Passano spesso aeroplani, inseguiti da una nera scia di shrapnels: quest’oggi abbiamo ancora assistito ad un inseguimento fra tre dei nostri ed uno nemico… quest’ultimo è fuggito via come un falco! …

Li conosciamo i velivoli nemici dalla loro forma con le ali ripiegate indietro … i soldati li chiamano con mille nomi … Noi lo chiamiamo la tucaza! Appena arriva andiamo a nasconderci per evitare le sue uova! A Sagrado sparai contro una di esse una ventina di fucilate, ad ogni colpo mi fermavo a guardare se cadeva! Ebbe la sfacciataggine di lasciare cadere una bomba molto vicino!

30 Settembre = Oggi è passato una tucaza: sono rimasto sotto la tenda sdraiato supino a leggere il giornale … talvolta l’uccellaccio lasciava cadere delle penne speciali … delle frecce vere e proprie … una di esse e venuta a cadere sulla mia casa: la fluttuante muraglia ha ceduto subito. La freccia è entrata con un sibilo strano, indescrivibile; si è conficcata in terra, penetrando per 20 cm. nel terreno. Ho misurato la distanza: è piombata a 15 cm. dal mio occhio destro! …

Penso al povero Barbarigo.

Gesù è proprio buono con me…

Sempre delle nuove: un piantone ha dieci piante di pomodoro! E ha 47 fichi!

17 Ottobre = Si torna a Sagrado: la luna splende poeticamente: sul punto di passare l’Isonzo sento il bisogno di addentare una pagnotta con un pezzo di cioccolata! Che fame! E veggo là il San Michele…

Da tre giorni non si respira più aria ma fumo e polvere: non tira più vento, ma cannonate … Su quella vetta del San Michele si è forse aperto un vulcano …

E gli spari, i colpi e gli scoppi si susseguono in un frastuono orrendo e continuo, in un eco che risuona come una enorme cascata d’acqua …

La notte ha bagliori non mai visti; si direbbe che il giorno del giudizio sia vicino … Che furia, che moto, tutto corre, tutto è travolto in una tregenda pazza …

Manca Omero per cantarla e intimorire il mondo.

Cannonate, spari, scoppi, il fiume in piena, carri che corrono, camion che si inseguono; uno stridore di ferro e di acciaio; tutto urla, tutto miagola, tutto si lamenta: acqua, terra, aria e fuoco.

Come se fossero lacerati e sbranati.

In mezzo a questo inferno, l’uomo si avanza cauto e insidioso …

Migliaia di uomini si ammassano là dove c’è un appoggio per poi sferrare l’assalto: tutto si prepara, tutto si coordina …

Chi cade, chi muore, chi passa e tira via senza vedere, senza guardare … Che cosa è la vita qui?

Un 305 ha scavato una buca e vi ha seppellito dentro parecchi uomini. E’ stato pietoso il mostro! Li ha uccisi e sepolti e fatto il funerale …

22 Ottobre = Il San Michele è stato superato dai nostri soldati. Ma quanti morti e feriti; a qual prezzo si acquista la gloria! …

E piove, e piove: gli uomini sono coperti di fango, a pede usque ad caput, viscidi e sporchi come dovevano essere nell’età lacustre … Piove sempre: il cielo deve essere stato rotto da tante cannonate. Siamo in un mulino e piove dappertutto.

Povero e pacifico mulino. Meraviglia dell’arte e del lavoro … ora può essere il simbolo della devastazione … E tu avrai macinato il grano per tante famiglie! …

San Michele, o meglio il versante di San Michele che guarda a noi è preso.

Nella notte scroscian le fucilate, e si vedono le linee delle nostre trincee punteggiate dalle fiammelle dei fucili …

Domani in Italia leggeranno delle nostre gloriose gesta … ma nessuno penserà quanto costi questa gloria …

Povero Fanti! E’ morto! Chi l’avrebbe mai detto ieri l’altro, quando là in quella trincea parlavamo e ricordavamo tante persone care … e sopra noi volavano proiettili e bombe … e noi neppure le degnavamo di un po’ di paura … Pareva a noi che la morte non dovesse venire a disturbare la serie dei nostri cari ricordi … Ed ora poveretto, sporco di terra e del proprio sangue, giacerà ancora insepolto sotto la pioggia.

23 Ottobre = Ho sepolto tanti morti: ho portato tanti feriti tutti infangati e lordi di morte e di dolore … Ormai il mio cuore è insensibile ad ogni dolore … Non sento più niente … Non sono più capace di un pensiero gentile e delicato; non son più capace di sentirmi commuovere né di dolore né di tenerezza … e neppure di paura … Il pericolo mi par divenuto il mio pane … La morte il mio amico …

24 Ottobre = Il povero Fanti è morto: povero amico! … Il bombardamento continua, tremendo implacabile …

E’ piovuto tutta la notte … L’acqua scrosciava pari alla fucileria dei nostri là sul San Michele … Che notte d’inferno! …

I pontieri riparano il ponte di Sagrado …

I feriti arrivano sempre a fiotti …

Nell’aria tersa del mattino le granate, gli shrapnels, le cannonate scoppiano con un fragore insolito, risonando sonoramente come una campana.

Una granata ha colpito il posto dove io dormivo, ha forato il muro, ha rovesciato un nido di topi … povero topo morto anche tu per la patria! …

25 Ottobre = Chi il direbbe? un albero è volato su un tetto, portatovi su dallo scoppio di un’enorme granata!

26 Ottobre = Il San Michele è preso in parte almeno … ma le cannonate giungono ancora! …

27 Ottobre = Il bombardamento si intensifica; il nemico ha visto il ponte rifatto, e si accanisce a spararvi sopra.

Gli shrapnels arrivano rabbiosi, fischiano, si spezzano ansimando, formano una nuvoletta turbinosa giallo e rossa, tinniscono come le corde di un violino …

28 Ottobre = Granate. fucilate, pioggia … una vera ira di Dio … mi pare sia vicina la fine del mondo! …

29 Ottobre = Granate, granate! … Mi si è fissa l’idea della fine del mondo: mi pare che il Signore non possa aspettare un momento più propizio pel giudizio universale …

Ho visto un gruppo di soldati miei compagni, tutti infangati, stesi per terra, perché passavano granate: poi si sono alzati tutti di scatto.

Al vedere quegli esseri terrosi balzar su e muoversi mi pareva di essere nella valle di Giosafat … e di vedere le ossa dei morti uscir dalla terra e correre al Giudizio del Signore …

E le granate fischiavano e i cannoni tuonavano e vomitavano morte …

30 Ottobre = Una granata ha forato un muro, è penetrata in un camerone cadendomi ai piedi e non è esplosa: mi sono voltato ho visto la cassetta del cappellano, dove era il Santissimo Sacramento …

Se avessi avuto la pietà di prima, se questa vita non mi avesse paralizzato, tolto ogni sensazione: io sarei morto di riconoscenza! …

 .Pagina 7

.A cura di Maurizio Sampieri