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Prima parte: 1915

 

27 Luglio = Anche il colera! Che pietà vederli, poveretti i colpiti. Questa notte alcuni giacevano abbandonati nel cortile della filanda: i proiettili e gli scoppi atterrivano, e loro estenuati, immobili, sotto quell’inferno, mandavano urla strazianti! …

Quanti dolori, mio Dio! … E questi infelici si trovano per tutto, puzzolenti come cadaveri; fra le siepi, sulle strade, fra i boschi, fra il granoturco, veri cadaveri gementi! … E su di loro piovono granate e fuoco …

Stasera tornando a Sagrado, uno shrapnels ha ammazzato tre soldati, a un metro dai miei piedi, spruzzandomi di sangue! …

Un carro, ci ha oltrepassato a velocità vertiginosa; a un tratto si è capovolto: uomo e cavallo erano stati presi in pieno da una granata …

Noi passiamo sempre su questa strada e il nemico è lassù, sul San Michele, e ci attende al varco come un cacciatore. Certi tratti di strada è impossibile farli, se non di galoppo, e seguiti da raffiche dì piombo. Stasera le fucilate mi seguivano rabbiose come le mosche e sonanti come corde di un violino.

Sul greto dell’Isonzo si veggono cadaveri insepolti, altri passano portati dall’acqua: ogni sentiero, ogni passaggio è segnato da cadaveri: ogni piccolo tumulo si è sicuri che è un sepolcro.

Dormiamo in fossati od in trincee coperte con rami d’albero, tavole e terra … e come si dorme bene là sotto, sopra erba e fieno verde! Bisogna però chiudersi le orecchie per salvarsi dalle lucertole, dai grilli, dai sassolini … ed anche dai topi i quali vi passeggiano sul viso come per casa loro …

In questo fosso è sepolto un cavallo, l’ho visto nello scavare la mia tana … e come puzza! Questi topi mangeranno per un pezzo!

28 Luglio = Siamo andati a stare in una conceria: stanotte ho dormito come un principe: mi ero nascosto dietro una macchina colossale: sono entrate sfondando il tetto ed uscendo pel muro due granate; e molte fucilate … queste ultime sono anche venute a battere su la macchina che mi copriva … sono stato molto tempo in trincea: sono arrivato allo sbarramento lungo l’Isonzo, senza accorgermene. Vi è sempre un sole equatoriale: si beve tanta acqua e si suda come una macchina a vapore — e non si può lavarsi, né cambiarsi. Attorno ad ogni pozzo, ad ogni pompa vi è una ressa indicibile e dire che spesso questi agqruppamenti sono colpiti dal nemico che vede … Sono diventato come un cane da caccia, non si può fare un passo se non di corsa, e così si corre tutto il giorno, sempre con la morte sul naso, e si corre per sfuggirla … finirò con l’abbracciarla! … Del resto che cosa è poi la morte? …

Per me qui sarebbe l’ancella di Gesù e della pace … Non la temo per nulla … anzi l’ho anche spesso desiderata.

29 Luglio = Sono diventato becchino … e monatto! … I colerosi, o sospetti, sono tanti e tanti … Ieri sera un colonnello, per provare il contrario, ne ha fatto  accompagnare più di 5OO alle trincee, a nerbate e fra i carabinieri … e tanti non si reggevano neppure …!

Scaviamo le fosse sotto il fuoco nemico, forse esso crederà che noi facciamo delle trincee. Oggi un tale, al sentire un colpo arrivare, si è cacciato in una buca, distendendosi su quattro cadaveri …!

6 Agosto = Siamo sempre in mezzo ai colerosi e sotto il fuoco nemico: ieri sera d’ispezione  mi ero addormentato su una tavola: mi destò il rombo di una granata; non ero ancora fuggito che essa è caduta a 2 metri da me, contro il tetto bassissimo … se scoppiava non facevo in tempo a destarmi …!

Mai come ora ho meditato “in qua hora non putatis”.

11 Agosto = Finalmente ce ne andiamo da Sagrado, da questo luogo di morte e di rovina e di desolazione!… Ecco l’Isonzo: provo un piacere strano al vedere questo fiume così bello e poetico! …

Ecco là San Michele e suo fratello il Cappuccio, tutto abbruciacchiato, e più in qua Castelnuovo distrutto. Perché non ho lasciato le mie ossa lassù? … Vorrei essere un poeta per esprimermi ora … Quanta calma e quanta insidia stamane sotto il verde e fra quelle zolle riarse. Ecco il ponte e i gabbiani che starnazzano! … Che è San Michele; vigila col suo muso di tigre in agguato… Vrrr! … Uno shrapnels … poi un altro, poi altri ancora! … Come turbinava il fumo giallo rosso sul mio capo; come ruggiva tutto all’intorno. Presi in pieno sul ponte, inseguiti sulla strada, la compagnia si squaglia, fra gli acaci, i vigneti, il granturco in una fuga terribile, impotente!

Un’ambulanza passa al galoppo, due feriti sopra urlano, uno di essi è gravissimo! Poveri nostri compagni… si corre … si corre, così con lo zaino in mezzo a mille ostacoli non se ne può più: molti cadono sfiniti! … Finalmente siano a Villezze, il bel paesino dal campanile con la cupola alla bizantina! Con quanto piacere ci inondiamo di acqua fresca! …

Dobbiamo andare a Villa Vicentina … Quasi 15 Km. sotto un sole proprio d’agosto genuino! … e poi con il po’ po’ che ho passato stamani a digiuno, continuerò a sudare fino a gennaio! … ripassiamo per Ruda: la chiesa è aperta, si vede l’altar maggiore: perché Gesù non mi è dato entrare con Voi per sempre? … A Villa Vicentina ci chiudono in un magnifico parco, come in quarantena. Non si può uscire: per 15 giorni fra gli alberi e il cielo come eremiti … da lungi il cannone tuona! …

15 Agosto = Festa dell’Assunta: Messa al campo: Gesù Voi siete buono, Voi qui fra questi alberi in questa pace, ci fate dimenticare, per un poco, con la Vostra presenza, le ansie e la morte …

Oggi i miei a casa fanno festa: è il titolare della parrocchia!

25 Agosto = Quasi 20 giorni chiusi fra questi alberi senza vedere il mondo!

La prima sera ci prese un temporale terribile … lampi, fulmini, tuoni … e la tenda faceva acqua da ogni lato.

Oggi andiamo a Romans … Ecco il mondo, ecco il mondo, ecco là il San Michele …

E’ distante … ma di lassù il nemico ci può vedere ancora, anzi ci vede … quei bioccoli di fumo, che sbocciano come fiori sono shrapnels … Piantiamo la tenda: la nostra casa, la nostra biblica casa! …

Romans e un paesino simpatico, mi piace assai con la sua chiesa bella e i suoi abitanti buoni e gentili con noi … a differenza di quanti altri abbiamo incontrato.

Passano spesso aeroplani, inseguiti da una nera scia di shrapnels: quest’oggi abbiamo ancora assistito ad un inseguimento fra tre dei nostri ed uno nemico… quest’ultimo è fuggito via come un falco! …

Li conosciamo i velivoli nemici dalla loro forma con le ali ripiegate indietro … i soldati li chiamano con mille nomi … Noi lo chiamiamo la tucaza! Appena arriva andiamo a nasconderci per evitare le sue uova! A Sagrado sparai contro una di esse una ventina di fucilate, ad ogni colpo mi fermavo a guardare se cadeva! Ebbe la sfacciataggine di lasciare cadere una bomba molto vicino!

27 Luglio = Anche il colera! Che pietà vederli, poveretti i colpiti. Questa notte alcuni giacevano abbandonati nel cortile della filanda: i proiettili e gli scoppi atterrivano, e loro estenuati, immobili, sotto quell’inferno, mandavano urla strazianti! …

Quanti dolori, mio Dio! … E questi infelici si trovano per tutto, puzzolenti come cadaveri; fra le siepi, sulle strade, fra i boschi, fra il granoturco, veri cadaveri gementi! … E su di loro piovono granate e fuoco …

Stasera tornando a Sagrado, uno shrapnels ha ammazzato tre soldati, a un metro dai miei piedi, spruzzandomi di sangue! …

Un carro, ci ha oltrepassato a velocità vertiginosa; a un tratto si è capovolto: uomo e cavallo erano stati presi in pieno da una granata …

Noi passiamo sempre su questa strada e il nemico è lassù, sul San Michele, e ci attende al varco come un cacciatore. Certi tratti di strada è impossibile farli, se non di galoppo, e seguiti da raffiche dì piombo. Stasera le fucilate mi seguivano rabbiose come le mosche e sonanti come corde di un violino.

Sul greto dell’Isonzo si veggono cadaveri insepolti, altri passano portati dall’acqua: ogni sentiero, ogni passaggio è segnato da cadaveri: ogni piccolo tumulo si è sicuri che è un sepolcro.

Dormiamo in fossati od in trincee coperte con rami d’albero, tavole e terra … e come si dorme bene là sotto, sopra erba e fieno verde! Bisogna però chiudersi le orecchie per salvarsi dalle lucertole, dai grilli, dai sassolini … ed anche dai topi i quali vi passeggiano sul viso come per casa loro …

In questo fosso è sepolto un cavallo, l’ho visto nello scavare la mia tana … e come puzza! Questi topi mangeranno per un pezzo!

28 Luglio = Siamo andati a stare in una conceria: stanotte ho dormito come un principe: mi ero nascosto dietro una macchina colossale: sono entrate sfondando il tetto ed uscendo pel muro due granate; e molte fucilate … queste ultime sono anche venute a battere su la macchina che mi copriva … sono stato molto tempo in trincea: sono arrivato allo sbarramento lungo l’Isonzo, senza accorgermene. Vi è sempre un sole equatoriale: si beve tanta acqua e si suda come una macchina a vapore — e non si può lavarsi, né cambiarsi. Attorno ad ogni pozzo, ad ogni pompa vi è una ressa indicibile e dire che spesso questi agqruppamenti sono colpiti dal nemico che vede … Sono diventato come un cane da caccia, non si può fare un passo se non di corsa, e così si corre tutto il giorno, sempre con la morte sul naso, e si corre per sfuggirla … finirò con l’abbracciarla! … Del resto che cosa è poi la morte? …

Per me qui sarebbe l’ancella di Gesù e della pace … Non la temo per nulla … anzi l’ho anche spesso desiderata.

29 Luglio = Sono diventato becchino … e monatto! … I colerosi, o sospetti, sono tanti e tanti … Ieri sera un colonnello, per provare il contrario, ne ha fatto  accompagnare più di 5OO alle trincee, a nerbate e fra i carabinieri … e tanti non si reggevano neppure …!

Scaviamo le fosse sotto il fuoco nemico, forse esso crederà che noi facciamo delle trincee. Oggi un tale, al sentire un colpo arrivare, si è cacciato in una buca, distendendosi su quattro cadaveri …!

6 Agosto = Siamo sempre in mezzo ai colerosi e sotto il fuoco nemico: ieri sera d’ispezione  mi ero addormentato su una tavola: mi destò il rombo di una granata; non ero ancora fuggito che essa è caduta a 2 metri da me, contro il tetto bassissimo … se scoppiava non facevo in tempo a destarmi …!

Mai come ora ho meditato “in qua hora non putatis”.

11 Agosto = Finalmente ce ne andiamo da Sagrado, da questo luogo di morte e di rovina e di desolazione!… Ecco l’Isonzo: provo un piacere strano al vedere questo fiume così bello e poetico! …

Ecco là San Michele e suo fratello il Cappuccio, tutto abbruciacchiato, e più in qua Castelnuovo distrutto. Perché non ho lasciato le mie ossa lassù? … Vorrei essere un poeta per esprimermi ora … Quanta calma e quanta insidia stamane sotto il verde e fra quelle zolle riarse. Ecco il ponte e i gabbiani che starnazzano! … Che è San Michele; vigila col suo muso di tigre in agguato… Vrrr! … Uno shrapnels … poi un altro, poi altri ancora! … Come turbinava il fumo giallo rosso sul mio capo; come ruggiva tutto all’intorno. Presi in pieno sul ponte, inseguiti sulla strada, la compagnia si squaglia, fra gli acaci, i vigneti, il granturco in una fuga terribile, impotente!

Un’ambulanza passa al galoppo, due feriti sopra urlano, uno di essi è gravissimo! Poveri nostri compagni… si corre … si corre, così con lo zaino in mezzo a mille ostacoli non se ne può più: molti cadono sfiniti! … Finalmente siano a Villezze, il bel paesino dal campanile con la cupola alla bizantina! Con quanto piacere ci inondiamo di acqua fresca! …

Dobbiamo andare a Villa Vicentina … Quasi 15 Km. sotto un sole proprio d’agosto genuino! … e poi con il po’ po’ che ho passato stamani a digiuno, continuerò a sudare fino a gennaio! … ripassiamo per Ruda: la chiesa è aperta, si vede l’altar maggiore: perché Gesù non mi è dato entrare con Voi per sempre? … A Villa Vicentina ci chiudono in un magnifico parco, come in quarantena. Non si può uscire: per 15 giorni fra gli alberi e il cielo come eremiti … da lungi il cannone tuona! …

15 Agosto = Festa dell’Assunta: Messa al campo: Gesù Voi siete buono, Voi qui fra questi alberi in questa pace, ci fate dimenticare, per un poco, con la Vostra presenza, le ansie e la morte …

Oggi i miei a casa fanno festa: è il titolare della parrocchia!

25 Agosto = Quasi 20 giorni chiusi fra questi alberi senza vedere il mondo!

La prima sera ci prese un temporale terribile … lampi, fulmini, tuoni … e la tenda faceva acqua da ogni lato.

Oggi andiamo a Romans … Ecco il mondo, ecco il mondo, ecco là il San Michele …

E’ distante … ma di lassù il nemico ci può vedere ancora, anzi ci vede … quei bioccoli di fumo, che sbocciano come fiori sono shrapnels … Piantiamo la tenda: la nostra casa, la nostra biblica casa! …

Romans e un paesino simpatico, mi piace assai con la sua chiesa bella e i suoi abitanti buoni e gentili con noi … a differenza di quanti altri abbiamo incontrato.

Passano spesso aeroplani, inseguiti da una nera scia di shrapnels: quest’oggi abbiamo ancora assistito ad un inseguimento fra tre dei nostri ed uno nemico… quest’ultimo è fuggito via come un falco! …

Li conosciamo i velivoli nemici dalla loro forma con le ali ripiegate indietro … i soldati li chiamano con mille nomi … Noi lo chiamiamo la tucaza! Appena arriva andiamo a nasconderci per evitare le sue uova! A Sagrado sparai contro una di esse una ventina di fucilate, ad ogni colpo mi fermavo a guardare se cadeva! Ebbe la sfacciataggine di lasciare cadere una bomba molto vicino!

27 Luglio = Anche il colera! Che pietà vederli, poveretti i colpiti. Questa notte alcuni giacevano abbandonati nel cortile della filanda: i proiettili e gli scoppi atterrivano, e loro estenuati, immobili, sotto quell’inferno, mandavano urla strazianti! …

Quanti dolori, mio Dio! … E questi infelici si trovano per tutto, puzzolenti come cadaveri; fra le siepi, sulle strade, fra i boschi, fra il granoturco, veri cadaveri gementi! … E su di loro piovono granate e fuoco …

Stasera tornando a Sagrado, uno shrapnels ha ammazzato tre soldati, a un metro dai miei piedi, spruzzandomi di sangue! …

Un carro, ci ha oltrepassato a velocità vertiginosa; a un tratto si è capovolto: uomo e cavallo erano stati presi in pieno da una granata …

Noi passiamo sempre su questa strada e il nemico è lassù, sul San Michele, e ci attende al varco come un cacciatore. Certi tratti di strada è impossibile farli, se non di galoppo, e seguiti da raffiche dì piombo. Stasera le fucilate mi seguivano rabbiose come le mosche e sonanti come corde di un violino.

Sul greto dell’Isonzo si veggono cadaveri insepolti, altri passano portati dall’acqua: ogni sentiero, ogni passaggio è segnato da cadaveri: ogni piccolo tumulo si è sicuri che è un sepolcro.

Dormiamo in fossati od in trincee coperte con rami d’albero, tavole e terra … e come si dorme bene là sotto, sopra erba e fieno verde! Bisogna però chiudersi le orecchie per salvarsi dalle lucertole, dai grilli, dai sassolini … ed anche dai topi i quali vi passeggiano sul viso come per casa loro …

In questo fosso è sepolto un cavallo, l’ho visto nello scavare la mia tana … e come puzza! Questi topi mangeranno per un pezzo!

28 Luglio = Siamo andati a stare in una conceria: stanotte ho dormito come un principe: mi ero nascosto dietro una macchina colossale: sono entrate sfondando il tetto ed uscendo pel muro due granate; e molte fucilate … queste ultime sono anche venute a battere su la macchina che mi copriva … sono stato molto tempo in trincea: sono arrivato allo sbarramento lungo l’Isonzo, senza accorgermene. Vi è sempre un sole equatoriale: si beve tanta acqua e si suda come una macchina a vapore — e non si può lavarsi, né cambiarsi. Attorno ad ogni pozzo, ad ogni pompa vi è una ressa indicibile e dire che spesso questi agqruppamenti sono colpiti dal nemico che vede … Sono diventato come un cane da caccia, non si può fare un passo se non di corsa, e così si corre tutto il giorno, sempre con la morte sul naso, e si corre per sfuggirla … finirò con l’abbracciarla! … Del resto che cosa è poi la morte? …

Per me qui sarebbe l’ancella di Gesù e della pace … Non la temo per nulla … anzi l’ho anche spesso desiderata.

29 Luglio = Sono diventato becchino … e monatto! … I colerosi, o sospetti, sono tanti e tanti … Ieri sera un colonnello, per provare il contrario, ne ha fatto  accompagnare più di 5OO alle trincee, a nerbate e fra i carabinieri … e tanti non si reggevano neppure …!

Scaviamo le fosse sotto il fuoco nemico, forse esso crederà che noi facciamo delle trincee. Oggi un tale, al sentire un colpo arrivare, si è cacciato in una buca, distendendosi su quattro cadaveri …!

 .Pagina 6

.A cura di Maurizio Sampieri