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Seconda parte: 1916

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20 agosto = Domenica. Campo Spa. Oggi ho potuto assistere ad un poco di Messa ed ho lavorato tanto. Il sole, nostro divino amico, ci ha alquanto rallegrati scendendo fra questi pini. Siamo qui sperduti in un paesaggio da novella! …

21 agosto = Di servizio ad Enego. Passeggiata, paesaggio emozionante. Sono entrato in chiesa. Bella. Ho salutato due compagni che partivano: Girotti e Graziani.

Che tristezza venir indietro! … Ho visto come da un balcone la pianura del Brenta. Gesù, quando la pace? …

22 agosto = Campo Spa. Freddo, pioggia, malinconia! … Quando, buon Gesù, mi ricondurrete a casa? … Dove e come ero prima? … Buon Gesù, Voi siete buono e generoso, ed io spero tanto da Voi sebbene sia stato poco buono …

23 agosto = Stamattina vi era un poco di brina! Dicono che non tarderà molto la neve. I miei a casa ora hanno il sole e l’uva matura! Oh! Povera vendemmia italica. Vendemmia di sangue quest’anno! … E questo per il capriccio di chi volle far la guerra! …

24 agosto =  Non mi sono mai sentito e non sono mai stato tanto disgraziato. Mio Dio! A che mi sono ridotto! Sono io quello di venti mesi fa? …

25 agosto = Io potrei ormai disperarmi! Ma allora sarebbe perduta per me … Ma io spero sempre in Voi, o Gesù, in Voi che perdonate ed amate e siete generoso con tutti e specie coi disgraziati! …

26 agosto = Sempre così! E fino a quando durerà la triste novella? Quando, Gesù, ritornerò dove e come ero prima? …

27 agosto = Che tristi giorni sono questi! Ira nell’animo, tristezza nel cuore. Tutto quello che un tempo si amava si rimpiange. Forse per sempre! …

28 agosto = Mio fratello è partito. Per dove? Ora capisco. Povera mamma mia. Gesù, non per me disgraziato, per essa vi supplico: guardateci, aiutateci! Voi che lo potete …

29 agosto = Aspettavo notizie dai miei: nulla per oggi. Quanta delusione. Quanto forte sento il desiderio di rivedere la mia povera famiglia! Maledetta la guerra! …

30 agosto = Ieri mi giunse notizia del conferimento della medaglia di bronzo. Cosa me ne farò? …

31 agosto = Sono stanco, tanto stanco. Quando tornerò a casa mia? …

1 settembre = Ho ricevuto una lettera da mio fratello. In due ora sotto le armi! Povera la mia famiglia. Povera la mia mamma! …

2 settembre = Mi è consegnata una scatoletta di cartone, dentro vi è una medaglia: la mia di bronzo al valore. Doveva esserci la truppa schierata, così è prescritto. Invece nulla. Meglio così. Una buffonata di meno! …

3 settembre = Oggi festa in parrocchia a casa. Se fossi stato a casa! Se non fosse venuta la guerra! Forse potevo essere già ordinato! Invece! Ho preso la medaglia di bronzo! …

4 settembre = Se non fosse venuta la guerra quante belle speranze realizzate, ed ora perdute per me! …

5 settembre = Quanto tempo dovrò star ancora sotto le armi? … Avrò io la forza d’animo di prima? E la mia povera mente? … Mi sento rimbecillito! …

6 settembre = Piove da due giorni e più. Che ci sia forse il diluvio? Temo. Fango, freddo e nebbia. E dire che si studia per l’igiene dei soldati! …

7 settembre = Piove ancora … che peccato non essere un anfibio!

8 settembre = Cosa desidero di più oggi? Ritornare a casa per essere buono, per ritornare quello di prima, mio Gesù, per dimenticare tanta tristezza, tante brutte cose, per tornare di Gesù! …

Il sogghigno del diavolo.

Di certe immagini o dirò meglio, di certi ritratti di personaggi, frutto sono della fantasia degli artisti, succede nella nostra immaginazione un fatto curioso.

A forza di vedere lo stesso soggetto raffigurato direi quasi per via di idee, nelle maniere le più  svariate, con un vero processo d’astrazione, finiamo col farcene un quadro per conto nostro, a nostro uso e consumo.

Così io, un bel giorno, mentre correvo a rotta di collo per una strada bombardata dai tedeschi, ebbi la fortuna di osservare, rappresentato al vero, il quadretto che il mio povero genio aveva impresso nella pellicola del mio ancor più povero cervello sotto il titolo, punto grazioso, de ‘il Diavolo’. Giuro che, dopo però, ne fui tutto rallegrato: e che, se avessi avuto il bernoccolo del disegno, mi sarei fermato per fissare ai posteri forse un capolavoro. Con questo mi persuado sempre meglio che i capolavori di noi, grandi uomini, non sono che le opere abituali della natura, della nostra buona madre natura. Che dopotutto, a compier l’opera sua, ha avuto la furbizia di farci immensamente sciocchi e curiosi. Direi quasi scimmieschi, quantunque non sia mai stato un “evoluzionista” credente nella nostra discendenza dallo scimpanzé.

Quantunque, ripeto, a questi lumi di luna, coi miei trentun mesi di guerra e tutto ciò che ho visto e passato fra questi signori uomini, ci sia proprio da chiedersi sul serio se l’homo sapiens non sia una degenerazione, piuttosto che una selezione, di quel simpatico bestione che alcuni hanno adottato come protogenitore! …

Ma guarda un po’ dove mi sono lasciato andare! Temo proprio mi si sia rotta la redine del mio povero cervello … Ritornando a bomba, la qualcosa al fronte è di prammatica: avete mai visto nel “Faust” l’apparizione del demonio o ne avete mai letto una descrizione o ammirata la pittura in una qualche tela di buon maestro? … Dunque: correvo, correvo, … E forte, perché i signori tedeschi sparavano senza economia.

Correvo forte pel greto di un torrentello fiancheggiato a mo’ di muro da grosse pietre confitte per terra: qua e là buchi di granate. In ognuna mi pareva di veder la morte, la nera sorella, che mi attendesse come al varco di una trappola. Quel giorno, non so il perché, il pensiero del soprannaturale, dell’oltretomba, non mi lasciava mai un momento.

Mi seguiva ovunque come una tremenda ossessione. Vedevo la morte e correvo, correvo contro di essa. – E dopo la morte? – mi chiedevo – Il giudizio … Iddio misericordioso, specie con noi poveri soldati! Poi? … Un colpo cupo, forte, rintronante. Ebbi l’impressione che qualche belva feroce, qualche mostro d’inferno fosse sguinzagliato al mio inseguimento … feci uno sforzo immane per accrescere ancora la mia forza motrice, la mia velocità … non avrei mai creduto che la povera macchina del mio corpo avesse potuto dare tanto rendimento. Gli occhi non vedevano più, avevo le vertigini, l’aria mi bruciava il viso come fiamma: sentivo i miei piedi battere la ghiaia con un ritmo ininterrotto, continuo, il mio corpo era spinto avanti come una palla, come un proiettile da cannone … Sentivo che ero lanciato e che non avrei più potuto fermarmi … Se mi trovavo davanti un muro: avrei dovuto cozzare, se giungevo sopra un precipizio: cadervi dentro … E intanto quel mostro immane si avvicinava, si avvicinava sempre più …

Fra poco mi avrebbe raggiunto! … Il suo rumore non era quello di un proiettile, ma un ansimare inarticolato, bestialmente schernitore: il gorgogliare di un sorriso di sfida tra due centauri… Io continuavo a correre e mi pareva che il mio corpo producesse anch’esso il sibilo del proiettile, i piedi battevano la ghiaia con la potenza e la velocità di un grosso motore a scoppio … il mostro mi raggiungeva … Provai l’impressione come di qualcuno che mi afferrasse al collo inesorabilmente … Sentii la risata beffarda del vincitore: risata immane come il crollo di una frana! … Ero fermo! Inchiodato al suolo. I miei polmoni dovevan sembrare l’elica di un aeroplano da caccia sul punto di ghermire la preda nemica. E il mostro forse era stanco anch’esso? … Pareva anch’egli sul punto di fermarsi … No! … Come nel Faust dinanzi alla pallida margherita, là, sul greto del fosso, dove io vedevo la morte, mi parve che qualche cosa balzasse da terra: un miscuglio ferrigno, una nubecola di fumo turbinoso, un guizzo di fiamma. Quel guizzo sinistro, dopo un brevissimo mulinìo, si rassodò per un istante, si plasmò quasi e ne uscì una faccia sformata, mostruosa, infernale, che aveva insieme le sembianze del fauno, del cane, del leone e del satiro; con una cute color rame cupo, due occhiaie smisurate e infuocate come il ferro rovente.

Quella furia ghignava schizzando fiamme. Poi un altro guizzo turbinoso, un balenio feroce come di elementi in lotta nel caos, come un gomitolo di serpi in fuga svolgentesi dal capo di una furia … una nuvoletta di fumo che si dilatava, prendendo all’istante il color rosso, paonazzo, giallo zolfo, giallo putrido

e grigio sporco. Il mostro era scomparso come in una tregenda, lasciandosi dietro una scia di fumo graveolente …!

9 Settembre = Tempo vano: come i miei pensieri. Umidità, fango, freddo, cannonate vicine ed in lontananza. Vita zingaresca! Vita che è morte.

10 Settembre = Oggi Messa al campo. Ormai mi par più poetica una cattedrale che questa cerimonia religiosa che ha tanto di militarismo! …

11 Settembre = Quanti rimpianti, Gesù, per non poter essere buono come vorrei e dovrei! … Quante viltà! …

12 Settembre = Me ne capita una bella: comandato a Piovega per costruire una lavanderia! Prima di ridare a mia madre terra le mie ossa, chissà non diventi un pezzo grosso! …

13 Settembre = Oggi — 26 anni — da Enego a Piovega giù per una salita più dritta di una scala! A Primolano al forte Tagliata—Scala. Aggregato al Tambron comincerò i lavori …

14 settembre = Prelevamento materiale. Maledetta burocrazia! Ti ficchi in ogni luogo! … Cismon … Paesaggio splendido! W la pace! …

15 settembre = Bella giornata. Si lavora. Il treno passa portando malinconiche memorie …

16 settembre = Qui giù pace e lavoro! O pace sospirata, o lavoro benefico! A Primolano.

17 settembre = Cismon. Messa, Comunione. Festa della B. Vergine. Gesù una preghiera a Voi che siete buono e generoso coi poveri soldati. Voi conoscete quello che mi fa bisogno!…

18 settembre = Vorrei Gesù, oh! Quanto lo vorrei! Essere innocente come un angelo, là nel vostro seminario … ma ahimè! Qual differenza! Del resto meritavo ben peggio …

19 settembre = A pensarci bene c’è da star proprio male qui, ed a volte c’è da peccare di superbia! Volere o volare, sono io che comando e reggo il drappello! Alla larga! Presto me ne capiterà qualcuna! …

20 settembre = Domenica ci fecero lavorare! Oggi un tenente ci ha fatto sospendere il lavoro, perché è festa, ed era un lavoro urgente! Che menti poderose! …

21 settembre = Oggi ci pagano la cinquina! Allegria! Voglio fare anch’io come gli altri soldati. Venisti più spesso o bel giorno della paga ed il resto al diavolo! Tutto! …

22 settembre = A Cismon per prelevare materiale … Maledetta burocrazia quanto sei stupida! …

23 settembre = A Valstagna. La stretta del Brenta! Grandinate di sassi, montagne ripide, orticelli di tabacco!! … Il fiume che corre rapido per defilare questi monti e respirare nella bella pianura veneta! Però è più bella la mia provincia, la mia collina!…

24 settembre = Quanta nostalgia! Quanto desiderio di tornar fra i miei cari! Ma poi! Oh! Che disgrazia, Gesù, non essere buono! …

25 settembre = Se fossi buono, o mio Gesù, quanta rassegnazione e speranza oggi. Invece! … Ma è per la mamma, mio buon Gesù. Siatemi largo di soccorsi per la mamma.

26 settembre = Vergine vi raccomando … e tutto per la mia mamma e per la mia povera sorellina … e lo sarò sempre, per tutta la vita … non per meno. Ma sono troppo, troppo cattivo e degenere io! …

27 settembre = Passano i giorni, passano i mesi, si diventa vecchi sotto le armi.

Si consuma proprio la vita sotto la tenda… Ventisei anni. Povero me! Mi vergogno a pensarci! …

28 settembre = Ieri, mentre tornavo dal parco Genio ed avevo in spalla una grossa pialla, ho incontrato il Re. Sua Maestà può ben esser contento del suo sergente falegname! A che punto son ridotto! …

29 settembre = Piove a catinelle: oggi San Michele! Giorno di festa e di vendemmia, giorno di caccia … E qui, sotto le armi, giorno più brutto degli altri! …

30 settembre = Anche settembre se n’è andato, vendemmiatore di sangue, quale sarà il mese della pace? …

Domani comincia il mese del Rosario! Oh! Se potessi santificarlo o Maria! …


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.A cura di Maurizio Sampieri