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Seconda parte: 1916

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8 agosto = Arriva la notizia della presa di Gorizia! Che sia vero. Si fa così presto quassù a prendere un granchio. Fosse vero, è forse vicina la pace! …

L’ora dell’Ave Maria della sera.

… Era già l’ora che volge il desio

ai naviganti e intenerisce il core …

e non solo i naviganti intenerisce quest’ora malinconica e santa.

Il sole, il bel sol d’agosto, che in altre terre matura dei frutti del lavoro, ha allungato fin che ha potuto la nostra giornata di guerra …

Giornata noiosa, tediosa, piena di tristezza, di accidia, di malcontento … oppure giornata campale, gravida di pericolo, di ansie, di emozioni sovrumane, di fatiche opprimenti …

Il sole tramonta finalmente, e quel che vi stupisce è che tramonta tranquillamente, beato, placido, come fa sempre da che è stato creato: ora così come si nascondeva agli occhi dei legionari di Cesare accampati sul Reno, anche allora contro il barbaro: i Germani. Questo crepuscolo delizioso è pieno di rievocazioni e di inganni; guardando quel lembo di cielo radioso piamente di porpora, d’oro e di smeraldo, come per un moto istintivo di tutto il vostro sentimento, siete tratti ad osservare attorno a voi, per cercare le amate sembianze dei vostri cari, la vostra casa, tutta aperta a quell’ora e respirante l’aria fresca; o stendendo lo sguardo un po’ più in là, il campanile del vostro villaggio per sentire quei lenti rintocchi: l’Ave Maria; quel suono semplice e buono che contiene in sé tanta armonia da commuovere ogni cuore più forte, dall’Alighieri al Byron, al Carducci …

E chi è che a quest’ora non abbia, ovunque si trovi, il diritto di rievocare un ricordo, un fatto, un episodio, una persona cara, una figura soave? …

Povero mortale cui la sorte, qual essa sia, forse una divinità pagana, ha cacciato addosso una divisa e, in un momento di malinconia, vi destinò soldato in eterno; voi lo sperate invano, voi vi commuovete per niente! Ben altro vi aspetta: Non vedete? …

L’aria si oscura, si copre vergognosa, la terra sembra presa dal pudore e si vela di nero … Come se sorgessero ad un comando misterioso di qualche mago o di qualche strega, ecco un popolo di soldati, di quadrupedi, di carri balzar su misteriosi e muoversi in mille direzioni come un esercito di lemuri o di uccelli notturni.

L’Ave Maria per ogni morto segna l’ora del quieto riposo, delle rimembranze soavi, della pietà serena, dell’affetto, dell’intimità domestica, del sonno infine riparatore …

Per noi è l’alba del lavoro intenso, del movimento, del mangiare, dell’approvvigionamento e spesso anche dell’assalto, e quasi sempre della morte crudele e traditrice.

Qual differenza fra l’Ave Maria della pace e la nostra! …

Taccion le fiere, gli uomini, le cose.

Rosso il tramonto sfuma all’orizzonte,

mormorano gli alti vertici ondeggianti:

Ave Maria …

- Oh! sì - mormorano le cime alte delle montagne, fra lo stormir degli abeti e dei faggi, mistici saluti; a ponente il cielo si tinge ancora di un po’ del rosso del crepuscolo, taceranno le fiere, ma l’uomo no: l’uomo soldato, l’uomo di guerra! …

Per noi sono sovvertite tutte le leggi e le consuetudini; per noi non si fa mai giorno né notte … Noi siamo fuori del mondo: noi siamo veramente i figli delle tenebre, perché della notte abbiamo fatto il tempo del nostro maggior lavoro …

Ma che ecco che abbiam voluto anche scimmiottare il sole, visto che esso non ci sarebbe più ubbidiente, come lo fu a Giosuè.

E del resto ha ragione povero sole: allora le guerre si finivano in un giorno! Se Febo ora volesse ascoltarci finirebbe col non riposarsi mai per anni interi.

D’improvviso sale un razzo e giunto all’apice della sua ascesa ricade lento lento … Là il riflettore, come una cometa posatasi sui monti, dispiega la sua coda abbagliante col gesto superbo del pavone. E l’uomo, il Creatore scimmiesco di questi soli, scruta insidioso dietro il loro meriggio effimero: ta-pum, ecco la fucilata! …

Un fischio, un lampo, uno scoppio, ecco il cannone! …

Per un poco tutto piomba nella quiete, poi quel popolo di lemuri che sono i soldati, risorge e via …

Un reggimento fresco va a rilevarne un altro sfinito dalla trincea, in cui vi dura da lunghi mesi. Quelli, i soldati, vanno innanzi tristi e guardinghi; questi ritornano lerci e stracciati, ma allegri, pensando a un po’ di calma e al riposo che li attende.

Qua un picchiare di pale sulle rocce e sui sassi, là un segar di legni, un batter di mazze. Un sordo rumore di mille istrumenti diversi vi dice i mille diversi lavori che si fanno nel buio: dall’appianare le strade allo scavo delle trincee, all’orditura degli spinosi grovigli dei reticolati …

Non vi pare un popolo di talpe?!…

Dante nel suo viaggio attraverso i tre regni dell’oltretomba, vedeva le ombre e non avvertiva i rumori: si vede che non passò per nessun campo di battaglia: qui si sente il rumore e non si vede niente …

Udite questo scalpitio? Sembra una processione di zoccolanti: è una colonna di muli con rifornimenti.

Quello sbattere di cucchiai e di gavette, vi indica un banchetto pantagruelico per il numero dei coperti: ma sa il cielo quello che i cucchiai portano alla bocca di quei lemuri-soldati e quello che i denti macinano.

Non sentite che rumore di ruote? Quasi vi sono passati addosso quei cassoni e quei cannoni. E quel lamentio fioco, quei passi sommessi? Un convoglio di feriti: la sanità lavora …

Un razzo! A terra! …

La coda del riflettore! Il nemico vi spia: ta-pum …

Ecco la nostra serata! …

Penso alla mamma quando ci diceva: - Bambini, è suonata l’Ave Maria, segnatevi che si va a letto! … O tempora o mores! …

9 agosto = Par di essere in autunno: nebbia uggiosa. Ci sentiamo staccati dal mondo quassù. Oltre quella cortina di nebbia, giù nel piano assolato, nella bella pianura d’Italia, che ci sia davvero la pace e la vittoria! …

10 agosto = Quassù nebbia d’autunno! Ai miei colli gioia di sole, di luce, di trilli, di voli e per l’aria profumo e sapore di frutti.

Gioia di cacciatori … Giunge notizia della presa di Gorizia. Ce la comunica un aeroplano con manifestini. A quando la pace e il ritorno? …

11 agosto = Come scorre lento il tempo qui … Come mi sento infelice. Lontano da tutto quello che formava un tempo la mia gioia! …

12 agosto = Gesù fatemi buono. Salvatemi, ve ne prego! …

13 agosto = I giorni passano lenti, tristi. Che sarà di me? Poi? … Gesù mio, che pena! …

14 agosto = Ieri quinto bombardamento su Clama: 30 granate. Quattro muli morti. Uomini salvi, solo tre feriti. Rapporto al Comando di Divisione. Dialogo autentico del Maggiore Di Pietro, capo di S.M.:

-         Quattro muli morti! E degli uomini nessuno?

-         Nessuno.

-         Mi rincresce tanto, era meglio voialtri che i muli!

15 agosto = Domenica. Gesù, oggi sono lieto perché ho avuto il bene di comunicarmi con Voi! Fate che io non Vi abbia più a perdere! … 



Oggi il sesto bombardamento furioso … A Monteveglio è la festa del titolare, se fossi stato a casa vi sarei andato! … Però i colpi e gli spari qui sono di più …!

16 agosto = Ho atteso tutt’oggi che il nemico tirasse … Grazie al cielo tutto è stato calmo. Don Girotti mio amico è stato promosso cappellano maggiore. Felice lui e tanti auguri! E noi? poveri troupiers! … ma il tempo è galantuomo e va sempre avanti …

17 agosto = Ordine di partire: ove e come? … Attesa. Ci attende una lunga marcia per strade battute dal nemico. Ormai è sera; si avvicina un temporale. Razzi del nemico, lampi, riflettore … si parte: il nemico ci saluta con pochi colpi … Il tuono brontola, buio pesto. Sera tragica …

18 agosto = Campo Spa. Ieri sera appena fuori di Clama ci colse la pioggia. La strada di Bertigo è tutta mascherata con stuoie e rami di abete. Prima di Gallio troviamo una località in fiamme. Gallio è deserto e un po’ rovinato. Fazza. Campomulo. Strada in salita e faticosa. Pioggia e grandine per tutta la notte. Pagarloch. Campo Spa. Cimiteri tedeschi. Pioggia …

19 agosto = Campo Spa. E’ una vera ira di Dio: pioggia, fango, freddo. Fra questi abeti c’è un umidore da marciume. Il sole sembra in rotta con noi: non si fa più vedere. Il nemico tira in distanza. Che vita veramente porca è questa! …


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.A cura di Maurizio Sampieri