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Seconda parte: 1916

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1 Maggio. Bicinicco = Vergine Santa, mia mamma del cielo, fate che coi pericoli, i patimenti, e la morte ancora, io possa santificare questo mese, per la mia salute, per ricompensarvi dell’anno scorso … che passai sì brutto maggio! …

2 maggio = Quanto sono triste … quanto sono vile ancora! … Siamo già da capo! …

3 maggio = Santa Croce. O Crux ave spes unica! Gesù, Voi anche in mezzo a tanta tristezza siete sempre la migliore speranza della povera anima mia … che io ritorni … e non io solo! …

4 maggio = Alimento del corpo: fagioli.

Alimento della mente: rimpianti.

Alimento del cuore: odio … C’è da morire idrofobo! …

5 maggio = Cosa sarò io una volta che riesco a congedarmi? Come farò a tornar buono? …

6 maggio = E’ un anno oggi che uscii dal seminario perché richiamato! … Potessi strappare dal libro della mia vita la pagina di questo anno compiuto al servizio del Re! …

7 maggio = Cosa dovrei dire oggi? … Non so … Non saprei dire una parola buona!

8 maggio = “Partite voi, se generoso il cuore sotto il pingue torace il ciel vi diede”: eroi dell’“Armiamoci e partite”.

9 maggio = Un anno fa, proprio oggi ero a casa: con i miei, coi miei amici … con lui che era così buono … ed ora?

10 maggio = Maria Santissima vi offro la vita, perché mi facciate rivivere un giorno solo dei miei buoni giorni.

Una anno oggi, partii da casa, per la caserma richiamato!

11 maggio = Un anno fa vestivo ancora borghese! Ma ero già richiamato! E fino a quando? …

12 maggio = Anniversario della mia vestizione a soldato! … Principio della mia ultima rovina! Ed anche tu oggi, mio povero amico, ti incammini per quella via! … Ma tu sei buono! …

13 maggio = Cosa ho nell’animo io? Non so, non so! … Solo vorrei gridare in faccia a tutti ogni mia miseria … vorrei vergognarmi … per far che poi? …

14 maggio = Domenica. Cuore mio esulta oggi di gioia … ricordati di questo giorno … di Gesù che è venuto! …

15 maggio = Gesù, tenetemi le vostre mani sul mio povero capo! Assistetemi! …

16 maggio = Gesù, esauditemi, poi prendetemi la vita! …

17 maggio = Che io sia vostro Gesù, tutto e per sempre … A costo di perdere la vita e tutte le sue gioie! …

18 maggio = Gesù fate che io sia buono e sarò contento.

19 maggio = Si parte per l’ignoto. Sia quel che si voglia! …

20 maggio = Bicinicco. Partenza da Santa Maria La Longa. Piove, governo ladro! … Quando si viaggia: o la pioggia o la polvere, non c’è via di mezzo! Addio il Friuli! …

21 maggio = Domenica. Stanotte presso San Donà Di Piave, il treno per nulla non ha investito un altro treno che ci precedeva! … Mestre, Venezia, Padova, Vicenza, poi a piedi per Anzignago. Bella campagna! Ma che caldo! Che polvere! E si dorme sempre alla diaccia ora.

22 maggio = Partenza per Marostica. Marostica è un bellissimo paese! …

Partenza per Crosara: 8 km e più in salita: 10 stamane. Galletta e acqua!

La tenda: come consola se si pensa ad una scossa di terremoto! E viceversa se arriva una granata! Quanta poesia sotto queste pareti che al minimo soffio fluttuano sul viso, e lasciano tutto passare il canto dell’usignolo.

E quando piove, e l’acqua batte insistentemente come su un tamburo, e poi vi spruzza tutto, come una docciatura? E, per finire, quando sentite la granata fischiare bassa, bassa, con che occhi guardate alla vostra fluttuante muraglia; che, per lo meno, non vi coprirà mai di calcinacci! …

Da Palmanova a Vicenza è proprio un bel viaggetto: fatto gratis, in seconda classe, senza mangiare e senza bere. Dove andremo a finire?

Sul mezzogiorno d’una domenica, dopo aver attraversato quasi tutta la pianura veneta, dalle paludi del basso Friuli alle Prealpi, eccoci a Vicenza. Si smonta, ci si ferma in un prato, si mangia una scatoletta e due gallette, e … via: si parte per Marostica. Però non avevano fatto i conti con le nostre gambe! Traversato l’Astico alla sera, fatta tappa ad Anzignago, non giungemmo a Marostica che il giorno dopo alle nove. Marostica è un bel paesino ai piedi dei monti, cui sovrasta un romantico castello, che lo cinge poi tutto con le sue mura. Si entra in paese per tre porte medioevali.

Troviamo in abbondanza acqua e ciliegie: cerchiamo il posto migliore per alloggiare e formiamo le migliori speranze per l’avvenire. Macché! … Dopo pranzo alle 15: ordine di prendere la via dei monti. Si prende il rancio e via! … La strada si arrampica a zig-zag fra campi, orti, frutteti, castagni e dirupi.

La pianura si scopre in ogni sua bellezza: ci vorrebbe la penna dello Zanella o del Fogazzaro per rendere tutte le sfumature. Una vera magnificenza, un incanto!

Di fronte a tanta bellezza ritorna spontanea la domanda: ma perché la guerra? … Facciamo tappa a Crosara: comune di montagna, lindo, cordiale, con una fontana d’acqua deliziosa. Il mattino seguente, per tempo, di nuovo in salita. Ci raggiungono e sorpassano tanti altri corpi e reparti, file interminabili di camion polverosi e rombanti, di cavalli, di muli ed anche di asini. Prime notizie: i tedeschi hanno passato il confine nostro: sono ad Asiago! Bel guadagno dopo un anno di guerra! All’anniversario dell’entrata in campagna i nemici rompono al nostro confine!

23 maggio = Crosara. Paesaggio da cartolina illustrata! … Partiamo per Luziano e Vitardo, altezza 700. Veggo laggiù la pianura che abbiamo attraversato.

24 maggio 1916 = Anniversario della guerra. Tappa a Vitardo, misero villaggio! Ci giungono le prime notizie di sconfitta. Sette soldati dispersi passano alla rinfusa in disordine impressionante. Si parte per Campana, villaggio ancor più misero, ormai siam fra gli abeti.

25 maggio = Tappa a Campana, ultima borgata prima di Asiago.

Notte in tenda. Così in pendio che bisognava poggiar i piedi per non scivolare giù. Il prato era ancora da falciare: era piovuto prima. E’ piovuto stanotte: freddo e pioggia e fame. Galletta da tre giorni, niente brodo.

Panorama incantevole: si respira a tutto polmone nell’aria dello Zanella e del Fogazzaro. Ecco là in fondo Vicenza: ecco a sinistra il Brenta: a destra l’Astico, poetico e bello!

I tedeschi avanzano, i nostri si ritirano: i reggimenti, le compagnie più provate tornano indietro in disordine caotico e sconfortante! …

26 maggio = Campana. Mille metri sul livello del mare: nebbia, pioggia, vento. Però si sta bene qui … Sopra noi ferve la lotta: passano, salgono, scendono soldati e feriti …

27 maggio = Non avrei mai creduto di dover assistere ad uno spettacolo qual è una ritirata, per quanto ordinata … Chissà che cosa è una fuga precipitosa! …

28 maggio = Non sono più io quello di prima. No! Miserabile sono …

29 maggio = Pioggia. Nebbia. Fango … Siamo qui sospesi … Dove andremo? Che faremo? Confusione straordinaria! Roba da turchi!

30 maggio = Qui si patisce anche la fame! … Sono dieci giorni che mangio della galletta.

31 maggio = Si sta male qui … E il paese è tanto bello …

1 giugno = A che non pensa oggi il mio povero cuore! Ma che vale rimpiangere

2 giugno = Primo venerdì del mese! Mese del sacro Cuore di Gesù! Era meglio morire l’anno scorso!

3 giugno = Gesù penetratemi il cuore e la vita … Non permettete che io abbia a patire così! …

4 giugno = Oggi abbiamo avuto un poco di neve! … Cosa dovrei scrivere oggi?! … Sono così stanco di tutto.

5 giugno = Che bel sole e che bel cielo … Si vede in giù fino a Vicenza … Se ci fosse la pace, quanta bellezza!

6 giugno = Sul tuo cuore germogliò una rosa o soldatino, ed io la coglierò! Venite quassù a coglierla o voi imboscati! … Sono disceso a Marostica: nell’altro mondo; sono entrato in chiesa e confessato … era tempo!

7 giugno = Ieri sono passato per Breganze: ho pensato a Scotton: l’intransigente. Poveretto! Anche lui è morto per la guerra! …

8 giugno = Gesù perché più non mi sorride la vostra gioia? Quanta bellezza se questo richiamo non fosse avvenuto per me! E così quanta rovina.

9 giugno = Anniversario della nostra partenza da Bologna! Onomastico di Primo! Vergine Santa, nostra mamma celeste, ci ricordate ancora? … Ci farete buoni … come quando assieme venivamo al vostro altare?

10 giugno = Parlano di duecentomila tedeschi prigionieri! Che sia vero? Credo poco! Così mi aspetto che presto sul Carso davanti i nostri reggimenti compaiano i Prussi … Popolo ignorante! …

11 giugno = Stanotte vento fortissimo. Mattino splendido, commovente. Paesaggio suggestivo. Oggi è Pentecoste! … Quanta pace qui … se non vi fosse la guerra!

12 giugno = Sempre così tutti i giorni! Tristezza. Sarcasmo. Qui non si ha più il senso del tempo!

13 giugno = A Marostica per la via di Breganze. Un anno fa oggi la prima marcia. Gesù, fate che io ritorni a Voi. Mio dolce Signore, mio bene …

14 giugno = Che vita arida qui! Come sono cambiato in un anno. Eppure Gesù sento tanto la felicità di essere vostro.

15 giugno = In attesa di partire pel fronte.

Ho visto Breganze anche oggi. Ogni volta che veggo il paese degli Scotton, provo un pensiero nuovo. Si attende di partire pel fronte … Gesù a Voi tutto, tutto …

16 giugno = Zaino al piede; alpenstok alla mano come i pellegrini! … E non sono io forse pellegrino della morte? Stanco, disilluso, a qual santuario scioglierò il mio voto? … Crociato del dolore, del disinganno, ove potrò tutto dimenticare?

17 giugno = Lasciamo Campana per i Campi di Mezzavia.

Ci inerpichiamo su per l’erta sassosa … cominciamo a discendere nella conca d’Asiago: un anfiteatro magnifico, cui fanno da impalcatura i boschi di abeti, maestosi e soffici.

18 giugno = Attendati fra un bosco di abeti. Spari di artiglieria, pioggia, paesaggio incantevole.

Qui si è più vicini al cielo … ed anche a Gesù … se si sapesse ascoltarlo …

19 giugno = Campo Mezzavia. Pioggia torrenziale. Feriti più di trecento. Serata fredda e bella. Luna serena affascinante qui fra gli abeti … Qual contrasto la guerra quassù!

20 giugno = Il sole benefico e giusto, dopo una notte sì freddamente serena è venuto a baciarci stamane … Salve o sole! … Un po’ di calore anche nel mio animo … che non abbia a gelare …

21 giugno = Quanti ricordi in questo giorno! Perché quest’anno tanta tristezza in questo mio povero diario? …

Non mi sorride più la pietà d’un tempo … No! … Io non son più quello … Perciò veggo che mi sta bene questo …

22 giugno = Gesù io ricordo il tempo in cui Vi ero vicino. Quando Vi amavo tanto! Quando ero felice! … Ed ora? … Meglio la morte che vivere così.

23 giugno = Tempo perso questo, se non male speso questo! …

24 giugno = Boschi, abeti, cielo puro, corvi, cannonate! … Una tenda per casa … e ciò da 13 mesi …

25 giugno = I Russi avanzano, gli italiani avanzano, i francesi avanzano, gli altri alleati avanzano, fino a quando dureranno i tedeschi? Un nostro aeroplano cade vicino a noi ferito: la macchina superba, ferita al cuore, come un’aquila discende affranta dalle sue altezze vicino al sole. Silenziosa ed umile cerca quasi il sito dove appollaiarsi, sulle cime degli alberi.

Tenta un ultimo sforzo per sollevarsi, per non toccare la ignobile terra, ma invano; questo ultimo spreco di energia la manda proprio a terra, con le ali spiegate, inerte, come un rondinotto inesperto al volo.

26 giugno = Ho visto Asiago ridivenuta italiana. Sono stato oltre Turcio verso Gallio, ove erano arrivate le prime linee nemiche.

Solito spettacolo: case arse, terreno sconvolto, trincee … Bella questa conca di Asiago. Temporale fortissimo.

27 giugno = Trincee nemiche. Ci rechiamo al Turcio per sgombrare i feriti. Le trincee nemiche sono qui col reticolato volto verso di noi. Se potessero parlare queste trincee e narrare le ansie dei loro abitatori! Il Turcio è una bella casa di montagna distrutta completamente: bisogna mettersi nei vani delle porte per ripararsi un po’ dalla pioggia e dai proiettili. Ove sarà la famiglia che qui abitava? Veggo un quadro ricordo di prima comunione. Ove sarai povero bambino? … Ho visto Asiago: la cittadina civettuola è ridiventata italiana, ma quanti sfregi ha patito! Non vi è più una casa intatta: sono tutte ferite, mutilate, sforacchiate, ma ancora parlanti del loro splendore, della loro gioconda allegrezza passata.

Questa conca magnifica è fatta a posta per riposare e dimenticare. Attorno i boschi di abete e di faggio, sotto un tappeto di prati fioriti fino all’agosto, sopra il cielo fresco, terso, a volte burrascoso, ma poi subitamente sereno.

Asiago era la reginetta di questi paesi di villeggiatura: gli altri le stanno attorno per abbellirla, per farle corona. Ma ora per i prati non si agitano più le mucche e le greggi con i loro campani allegri e chiocci; sotto gli abeti non nereggiano più le comitive dei turisti: vi si nasconde insidiosa la mitragliatrice; vi tuona il cannone, vi scroscia la granata …

Il sole: sorriso del nostro Dio: di pace, d’amore: ci allieta stamane, indorando le cime degli abeti … coprendo benigno e scaldando noi poveri soldati. Gesù dateci la pace! …

28 giugno = Ancora a Turcio: poco più innanzi granate a casa … Piove, fa freddo: siamo in una ex-casa scoperchiata, incendiata e diruta.

Che freddo! Bisogna scaldarsi al fuoco!

29 giugno = Turcio – Asiago. Gesù vorrei essere in grazia vostra. Oggi freddo. Mi scaldo al fuoco. Che sarà prima di sera? Sarò ancora qui? Povero zingaro … Oggi cominciavano le vacanze! Che tempi. O tempora! Granate, feriti, ordine di partire.

30 giugno = Granate che vanno; granate che vengono; granate che si incrociano per l’aria, per terra, per tutto! … Se i cannoni diventassero aratri! …  


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.A cura di Maurizio Sampieri